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Genuzio Bentini dall’Italia liberale al fascismo - Bologna University Press
Genuzio Bentini dall’Italia liberale al fascismo
Socialismo, libertà civili e difesa dello Stato di diritto
di Federico Morgagni
Appartenente alla generazione dei Treves e Modigliani, Genuzio Bentini (1874-1943) rappresenta una delle figure più interessanti fra i dirigenti socialisti emiliano-romagnoli della prima parte del XX secolo.
Già giovane e focoso attivista libertario nella Romagna repubblicana e anticlericale dell’ultimo decennio dell’Ottocento, approdò poi al socialismo riformista grazie all’influsso della carismatica figura di Andrea Costa, affermandosi come uno dei più brillanti dirigenti del Psi di Bologna, città nella quale si era trasferito. Del territorio bolognese Bentini divenne un campione instancabile grazie ad una ventennale esperienza parlamentare che lo vide coraggioso paladino degli ideali democratici e solidaristici del movimento operaio anche negli anni bui della Grande guerra e di fronte alla violenza del fascismo dilagante.
Non fu però solo un attivista politico di grande capacità, ma anche uno dei penalisti più celebri della sua epoca. Consapevole dell’importanza del rapporto fra processo penale e opinione pubblica, difese fra gli altri i giovani Nenni e Mussolini, denunciati per le agitazioni contro la guerra di Libia, e figure del calibro di Costantino Lazzari e Nicola Bombacci, chiamati alla sbarra per la loro opposizione alla Grande guerra. Osannato dalle folle in occasione delle sue contese legali nelle corti d’assise, assurse a un livello di popolarità che nemmeno il regime fascista poté contrastare.
A questo impegno civile, Bentini dedicò anche buona part…
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Disciplina
Storia
Argomento
Storia locale, Storia moderna e contemporanea
Formato
170 × 240 mm
Pagine
248
Anno
2024
Confezione
Brossura
Lingua
Italiano
ISBN
9791254773468
ISBN online
9791254773475