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Giustizia
Figlia di Zeus e Themis, dopo Omero Giustizia cessa di essere soltanto una divinità: diventa una forza umana, un’esigenza civile. Per indicare il legame tra giustizia (dike) e legge scritta (nomos), i Greci creano la parola isonomia, la “parità di diritti e di doveri”, un principio che regolamenta ogni dimensione dell’esistenza. Ma la legge fatica a contenere tutta la potenza e potenzialità della giustizia: nomos e dike si separano.
Roma ci mostra l’altra faccia della giustizia, del diritto e della legge. Rispetto alla Grecia, colpiscono la saldatura tra diritto e potere e il carattere formale del diritto: una creazione collettiva e continua, che affonda le proprie radici nella tradizione e nei mores dei padri.
Il Cristianesimo proclama un nuovo nomos: quello dell’amore, esteso persino al nemico. Oltre la legge, oltre il diritto, oltre la giustizia: siamo alla fratellanza. Oggi, la legge ha sostituito il diritto. La giustizia è ridotta a legittimità o addirittura a legalità, e la legislazione invade tutti gli ambiti della vita dell’individuo. Privi di punti di vista certi e condivisi, sommersi e frastornati da migliaia di leggi, rischiamo il proverbiale summum ius, summa iniuria (“sommo diritto, sommo torto”).
Formato
120 × 165 mm
Pagine
256
Anno
2021
Confezione
Brossura
Lingua
Italiano
ISBN
9788869237560