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Collana
Seminario giuridico della Università di Bologna, Dipartimento di Scienze giuridiche - DSG
La libertà di espressione dei «funzionari»
di Chiara Bologna
dell’amministrazione, sembrano essere in molti Paesi alla base di discipline che richiedono ai pubblici impiegati peculiari doveri di riserbo.
La presenza anche in Europa di tradizioni giuridiche che impongono forme di «moderazione» ai funzionari pubblici è alla base dei principi applicati in materia tanto dalla Corte di giustizia quanto soprattutto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Al contempo, però, i fatti più recenti avvenuti proprio in alcuni Stati europei rendono nuovamente attuale la questione dei limiti che gli ordinamenti costituzionali liberal-democratici devono porre ai pubblici poteri quando questi restringono l’esercizio della libertà di espressione dei propri funzionari. I licenziamenti di massa avvenuti in Turchia dopo il tentato golpe del 2016 o la cessazione anticipata del mandato dei giudici in Ungheria ci ammoniscono sui rischi di ogni forma di limitazione della libertà di espressione e in particolare delle limitazioni applicate ai dipendenti pubblici, necessari, più di tutti, alla costruzione di un’«ortodossia politica» di Stato e più di tutti esposti a divenire, nelle democrazie instabili, nuovi «vassalli».
In riferimento all’ordinamento italiano diviene necessario stabilire se quest’ultimo permetta, pr
Argomento
Diritto amministrativo, Diritto costituzionale Disciplina
Giurisprudenza Formato
170 × 240 mm
Pagine
236
Anno
2020
Confezione
Brossura
Lingua
Italiano
ISBN
9788869236372
ISBN online
9788869236389
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