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Lettere sull'architettura degli antichi e su quella dei moderni - Bologna University Press
Collana
Lettere sull'architettura degli antichi e su quella dei moderni
a cura di Daniela Gallingani
Le sette Lettere di Jean Viel de Saint-Maux ebbero una ricaduta destabilizzante nella cultura del Settecento, perché egli non aveva esitato a criticare gli angusti "estetismi vitruviani" e a prendere a prestito numerosi argomenti dagli ambiti più disparati – l’archeologia, la linguistica, la storia comparata – per sostenere il ruolo privilegiato dell’attività conoscitiva svolta dal "simbolo" rispetto all’attività mimetica. La natura, secondo Viel, poteva essere spiegata "esclusivamente" attraverso le modalità incontrollabili dell’attività simbolica. E l’attività del "genio simbolico" lo portò ad estrapolare l’architettura dal sistema delle Belle Arti e il "simbolo" stesso dal sistema mimetico. Ciò che emerge dalle Lettere di Jean Viel è dunque il ruolo dell’"infinito simbolico", il quale, grazie alla sua leggerezza, generava una conoscenza rinnovata, almeno per quegli anni della fine del Settecento, e dava luogo ad una visione anch’essa rinnovata e "moderna", per quei tempi e forse anche per i nostri, dell’"Arte del costruire". Jean-Louis Viel de Saint-Maux, architetto, pittore e avvocato del Parlamento di Parigi, è stato a lungo confuso con Charles-François Viel, architetto e costruttore dell’Hôpital Cochin. Di Jean Viel mancano notizie biografiche precise. Si sa che ha lavorato come pittore a Lione, tra il 1763-1764 e che teneva rapporti con l’Accademia di Marsiglia. Oltre alle Lettres sur l’Architecture (1787) sembra essere il vero autore del progetto intitolato Monument c…
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Disciplina
Architettura e Urbanistica
Argomento
Architettura moderna, Critica d'arte
Formato
140 × 210 mm
Pagine
164
Anno
2008
Confezione
Brossura
Lingua
Italiano
ISBN
9788873953159