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Letteratura e linguistica
Critica letteraria, Dipartimento di Filologia classica e Italianistica - FICLIT
Letteratura senza Natura
Calvino, Bassani e gli iperoggetti
di Pietro Tabarroni
Il sintomo principale di questa disfatta dell’uomo occidentale, e dell’antropocentrismo, di conseguenza, si rileva nella scomparsa non solo dalla mappa geofisica, ma soprattutto da quella teorica, della wilderness verso la quale si lanciava, ancora a metà dell’Ottocento, uno dei padri del pensiero ecologico americano, Henry David Thoreau. Oggi, dissolto il confine tra spazio antropizzato e natura selvaggia, siamo costretti a fare i conti con un’idea di Natura non più oggettiva e delimitabile, bensì non localizzabile, viscosa e iperoggettiva, per rifarci alla terminologia introdotta dal filosofo britannico Timothy Morton. All’interno di questo terremoto culturale, la letteratura ricopre un ruolo attivo. Calvino e Bassani, prima dell’ecologia di Morton, intercettano lo stesso trauma, la stessa rottura, lo stesso lamento dell’umanità orfana della Natura, e lo innestano nel loro corpus letterario. Il risultato sono le angosce e le meditazioni di due personaggi cardine per la nostra letteratura contemporanea, il signor Palomar ed Edgardo Limentani, due eredi della coscienza ecologica e ontologica tradizionale rimasti a vagare in uno spazio non più concepito come dimora biocentrica dell’individuo, ma come cosmo annichilente e terrificante, in cui il tempo e lo spazio della singolarità perdono centralità e vengon
Argomento
Critica letteraria Disciplina
Letteratura e linguistica Formato
170 × 240 mm
Pagine
252
Anno
2026
Confezione
Brossura
Lingua
Italiano
ISBN
9791254778258
ISBN online
9791254778265